martedì 21 febbraio 2017

Palermo, condannati immigrati musulmani; hanno gettato dal barcone i cristiani - Libero Quotidiano

La terza sezione della Corte d'Assise di Palermo ha condannato a 18 anni ciascuno cinque imputati, migranti originari dell'Africa centrale, accusati di avere ucciso 12 altri passeggeri di un gommone, durante una traversata dalla Libia alla Sicilia. (...)


Una grossa pecca nella condanna è l'assenza del riconoscimento da parte dei magistrati dell'aggravante per odio religioso.

I buonisti nostrani che stanno plaudendo in questi giorni alle manifestazioni spagnole a favore dell'accoglienza, coloro che sostengono che questi poveri migranti vadano aiutati, che in questi giorni sulla TV di Stato stanno facendo leva sul senso di pietà umana per coloro che quotidianamente perisono in mare alla ricerca di un futuro migliore riflettano su queste condanne. I rifugiati secondo la Convenzione di Ginevra sono così definiti:

Il rifugiato è colui “che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra” [Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati].

Anche se non esistono statistiche ufficiali in Italia sulla confessione religiosa dichiarata dai migranti è di tutta evidenza il fatto che nella stragrande maggioranza si tratti di musulmani; non deve quindi stupire quanto accaduto che dimostra, qualora ve ne fosse la necessità, che occorre molta cautela nel definire "missioni umanitarie" le azioni di salvataggio ed immissione indiscriminata di migranti sul territorio italiano: tra costoro si nascondono gli terroristi islamici ma anche gli stessi scafisti e queste belve umane che, a dispetto di qualsiasi etica umanitaria, condannano a morte sicura i loro stessi connazionali solo perchö non ne condividono la fede religiosa. Paradossalmente quindi giungono sulle nostre coste non già coloro che sfuggono alla persecuzione in paesi a maggioranza musulmana, che potrebbero a ragione essere considerati dei "rifugiati" bensì coloro che hanno la stessa fede dei loro persecutori!

A questo riguardo va assolutamente fatta chiarezza sulla presenza nel Mediterraneo di ONG che per pure finalità di lucro, e non necessariamente con scopi umanitari, pare stiano operando per fare da ponte tra i barconi degli scafisti e le motovedette della Guardia costiera italiana per incrementare la presenza di migranti nel nostro paese; un passaggio questo che sta sicuramente dando a costoro degli ottimi profitti ma nel contempo sta creando ulteriori problemi nell'organizzazione dell'accoglienza.

Sorgente: Palermo, condannati immigrati musulmani; hanno gettato dal barcone i cristiani - Libero Quotidiano

venerdì 17 febbraio 2017

Le statistiche dei migranti nel Mediterraneo UNHCR al 16 febbraio 2017

fonte: UNHCR

La mappa degli arrivi nel mediterraneo evidenzia come già per il 2016 la predominanza dell'Italia quale destinazione dei migranti.

Il riepilogo numerico con i dispersi/morti

Le principali nazioni di provenienza dal gennaio 2016 a fine gennaio 2017

L'ultima statistica disponibile online per l'Italia sul sito dell'agenzia ONU per i rifugiati risale al 2015 e vi sono riportati i numeri dei rifugiati (o similari) e dei richiedenti asilo (pratiche in corso). I dati pubbicati sono stati riordinati in base al numero di migranti per nazione di provenienza.



L'agenzia ha pubblicato anche un piano previsionale per il 2017 all'interno del quale si trova anche una sintesi degli arrivi nei principali paesi di destinazione del Mediterraneo (Grecia, Italia e Spagna) per il triennio 2015-2017 dalla quale si evince che sono previsti aumenti di arrivi in Italia e Spagna ed una sostanziale  riduzione di quelli concernenti la Grecia.
Sono previsti 190.000 arrivi in Italia (sono stati 173.008 nel 2016), 40.000 in Grecia (171.785 nel 2016) e 22.000 in Spagna (6.046 nel 2016).




Non si comprende per quale motivo il documento non contenga alcuna sezione concernente l'Italia mentre, al contrario, sono presenti sezioni concernenti il Response Plan per i seguenti altri paesi:
  • Turchia - fabbisogno finanziario 34,4 milioni di dollari
  • Grecia - fabbisogno finanziario 525,9 milioni di dollari
  • Macedonia - fabbisogno finanziario 11,4 milioni di dollari
  • Serbia - fabbisogno finanziario 39,3 milioni di dollari
 

martedì 17 gennaio 2017

I primi dati sugli arrivi dal Mediterraneo di migranti nel 2017


Questi i numeri pubblicati dall'agenzia ONU per i rifugiati che documentano gli arrivi dei migranti nelle prime due settimane del 2017; manca il dato complessivo degli arrivi in Spagna mentre sono presenti i dati dei presunti morti / dispersi nel Mediterraneo.


Impossibile non evidenziare il diverso interesse dei media Italiani che hanno, seppur giustamente sotto certi aspetti, spostato la loro attenzione in prevalenza sul campo profughi di Belgrado dove migliaia di persone, in prevalenza pare di origine afgana che stanno tentando di raggiungere un paese dell'Unionio Europea via terra. sono stati bloccati dalle autorità locali e vivono ai limiti della sopravvivenza a causa delle punte di gelo di questi giorni. Perchè, ribadiamo, oltre al legittimo interesse per questa situazione di grande disagio umano si parla di meno dei migranti in arrivo via mare? Una delle risposte è semplicemente terribile: ci sono pochi morti! Emblematiche le insistenze per conoscere il numero delle vittime in un reportage televisivo di pochi giorni fa nel corso del quale la cronista, incurante delle altre informazioni che riceve dall'equipaggio della guardia costiera che ha partecipato al salvataggio, continua a chidere "quante sono le vittime". È solo l'ennesimo esempio di questa TV spazzatura, anche questa una televisione del dolore che sarebbe bene fosse più indirizzata ad una informazine dal volto più umano e meno opportunisticamente finalizzato ad una aumento dell'audience, per poter disporre di maggiori risorse finanziarie dalla pubblicità.